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Statuto e Regolamento

Costituzione – Sede – Scopi – Durata

Art. 1 – È costituita, con sede in Venezia, alla Giudecca, un’associazione sportiva, apolitica, apartitica, senza fini di lucro, con denominazione di Associazione Canottieri Giudecca. L’associazione è affiliata alla Federazione italiana canottaggio e alla Federazione italiana canoa kayak delle quali accetta incondizionatamente tutte le disposizioni statutarie e regolamentari.

Art. 2 – Scopo dell’associazione è di promuovere con ogni mezzo l’attività remiera in tutte le sue forme, di infondere con essa amore per la vita marinara e la natura, nonché curare l’educazione fisica e morale dei giovani. Per il raggiungimento di dette finalità, l’associazione promuove anche riunioni, raduni, regate di barche a remi ed ogni altra iniziativa di carattere ricreativo atta a conservare le antiche tradizioni marinare veneziane,

Art. 3 – L’associazione ha durata illimitata. È in facoltà del consiglio direttivo di deliberare nell’interesse sociale l’adesione dell’associazione ad organismi federali, regionali, nazionali.

Art. 4 – Il guidone sociale ha la forma del vessillo di San Marco e porta nel campo bianco una foca di colore nero. I colori sociali sono rosso carminio e bianco.
Soci
Art. 5 – Possono essere ammessi a far parte dell’associazione cittadini italiani e stranieri di ambo i sessi. I soci si dividono nelle seguenti categorie: A- ORDINARI: essi pagano una tassa di iscrizione ed una quota annuale intrasmissibile e non rivalutabile. Hanno diritto di partecipare alle assemblee ordinarie e straordinarie, votare in tali assemblee, essere eletti a far parte del consiglio direttivo purché soci da almeno due anni continuativi, frequentare la sede sociale ed usufruire delle strutture, rispettando peraltro il regolamento del cantiere. B – ONORARI: coloro che per alte benemerenze nel campo dello sport o della vita pubblica possono con il loro nome dare lustro e prestigio all’associazione. Vengono proclamati nell’assemblea ordinaria dei soci su proposta del consiglio direttivo. Hanno gli stessi diritti e doveri dei soci ordinari. C – BENEMERITI: le persone che, per speciali benemerenze verso l’associazione e lo sport veneziano, vengono proclamati tali dall’assemblea dei soci, su proposta del consiglio direttivo. Hanno gli : stessi diritti e doveri dei soci ordinari. D -ALLIEVI: sono tali i soci che abbiano compiuto gli otto anni e non superato i sedici. Essi possono partecipare alle assemblee ma non hanno diritto di voto. Essi pagano una quota annuale ridotta della metà rispetto a quella fissata dall’assemblea per i soci ordinari.

Art. 6 – Le domande di ammissione dei soci devono essere presentate al consiglio direttivo su apposito modulo controfirmato da due soci proponenti. Peri soci allievi, la domanda andrà avanzata da uno dei genitori o da chi esercita la patria potestà. Il consiglio direttivo delibererà poi l’accettazione. L’accoglimento della domanda di ammissione impegna il socio ad uniformarsi a tutte le disposizioni dello statuto, dei regolamenti interni e delle deliberazioni dell’assemblea e del consiglio direttivo, in particolare per quanto riguarda le disposizioni del successivo art. 34.

Art. 7 – Il socio inadempiente o contravventore alle norme dello statuto e del regolamento è passibile delle seguenti sanzioni: richiamo semplice verbale, ammonizione, sospensione temporanea, espulsione, radiazione. La sospensione temporanea è l’interdizione all’uso delle strutture sociali decretata, per un periodo limitato e commisurato all’inadempienza, nei confronti di un socio che si sia reso responsabile di mancanze non lievi. L’espulsione è l’allontanamento dall’associazione di un socio responsabile di atti dI indisciplina o di altre gravi mancanze. Il socio espulso non potrà essere rIammesso all’assocIazIone prIma che sia trascorso un anno dalla data del provvedimento definitivo di espulsione. La radiazione è l’esclusione dall’associazione di un socio responsabile di gravi e ripetuti atti di indisciplina o di comportamenti che configurino una condotta non degna e possano recare pregiudizio al buon nome dell’associazione. Le sanzioni sono comminate dal consiglio direttivo, ma per sospensione temporanea, espulsione, radiazione, è ammesso l’appello al collegio dei probiviri.

Art. 8 – La qualifica di socio viene meno per: A – DIMISSIONI: il socio che voglia dimettersi deve darne comunicazione scritta al consiglio direttivo. In deroga al punto A) dell’art. 5 il socio dimissionario è tenuto al pagamento delle quote sociali fino alla data della comunicazione di dimissioni. Per i soci allievi le dimissioni dovranno essere rassegnate da uno dei genitori o da chi esercita la patria potestà. B – MOROSITA’: ogni socio è tenuto al pagamento della quota associativa mensile stabilita dall’assemblea. Il socio che non abbia pagato le quote mensili per sei mesi consecutivi, cessa di far parte dell’associazione trascorsi altri sei mesi dalla diffida del consiglio direttivo a regolarizzare le quote sociali, le quali dovranno comunque essere pagate fino alla data della diffida. Il socio decaduto per morosità non potrà riscriversi all’associazione per un anno dalla data della decadenza, salvo poi venire riammesso, ma per un’unica volta, previo il pagamento dell’intero arretrato e il versamento di una penale pari al doppio della tassa d’iscrizione. C-ESPULSIONE. D-RADIAZIONE.

Art. 9 – L’ammontare della tassa di iscrizione e della quota annuale vengono stabilite dall’assemblea ordinaria annuale dei soci.

Art. 10 – Il consiglio potrà dichiarare soci assenti, esonerandoli quindi dal pagamento delle quote per un anno, quei soci che per servizio militare o altri documentati motivi fossero impossibilitati a frequentare la sede sociale.

Art. 11 – L’andamento generale dell’associazione è regolato dalle assemblee dei soci e dal consiglio direttivo.
Esercizio sociale e bilancio

Art. 12 – L’anno sociale si identifica con l’esercizio sociale che va dall’ l gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Alla fine di ogni esercizio il consiglio direttivo provvede alla compilazione dei bilanci consuntivo e preventivo che verranno esposti nella sede sociale almeno quindici giorni prima dell’assemblea.

Assemblee e organi sociali

Art. 13 – Sono organi dell’associazione: 1) l’assemblea dei soci; 2) il consiglio direttivo; 3) il presidente; 4) il Collegio dei revisori dei conti; 5) il Collegio dei probiviri; I membri degli organi associativi di cui ai punti 2)- 3) – 4)- 5) devono essere scelti tra i soci ordinari, onorari, benemeriti, che abbiano almeno due anni di anzianità associativa continuativa. Non possono essere chiamati a ricoprire cariche sociali coloro che abbiano riportato condanne passate in giudicato per delitti dolosi o coloro che abbiano subito squalifiche o inibizioni complessivamente superiori a un anno inflitte dal Coni o da una Federazione sportiva.

Art. 14 – La decadenza, per qualsivoglia ragione, del consiglio direttivo, o del Collegio dei revisori dei conti, o del Collegio dei probiviri, non comporta la conseguente decadenza degli altri organi associativi, che possono portare a compimento il loro mandato fino alla scadenza naturale.

Art. 15 – Le assemblee possono essere ordinarie e straordinarie. L’assemblea regolarmente costituita rappresenta l’universalità dei soci. Hanno diritto a intervenire e votare alle assemblee i soci in regola con le quote sociali. Non è ammesso il voto per delega.

Art. 16 – L’assemblea generale ordinaria deve essere convocata dal consiglio direttivo almeno una volta all’anno, mediante avviso scritto contenente l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo dell’assemblea, sia in prima che in seconda convocazione, e l’ordine del giorno. In allegato alla convocazione dovranno essere inviati ai soci anche i bilanci consuntivo e preventivo. La convocazione deve essere inviata ai soci e affissa nella sede sociale almeno quindici giorni prima della data fissata per l’assemblea. L’assemblea deve essere convocata anche prima dell’ordinaria scadenza annuale qualora il consiglio direttivo lo ritenga opportuno, quando ne faccia richiesta scritta e motivata un quinto dei soci aventi diritto al voto e in regola con le quote sociali, quando ne faccia richiesta scritta e motivata il Collegio dei revisori dei conti. Negli ultimi due casi il consiglio direttivo provvederà alla convocazione entro sessanta giorni dalla richiesta. L’assemblea generale ordinaria è regolarmente costituita in prima convocazione quando sia presente almeno la metà dei soci aventi diritto al voto. In seconda convocazione è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati. L’assemblea generale ordinaria deve provvedere all’esame e all’approvazione dei bilanci, alla nomina dei consiglieri, dei revisori dei conti e dei probiviri, all’approvazione dei programmi e delle proposte del consiglio direttivo o avanzate da almeno dieci soci, e a quant’ altro rientri nell’ordinaria amministrazione dell’associazione.

Art. 17 – L’assemblea generale straordinaria può essere convocata dal consiglio direttivo o su richiesta di almeno un quinto dei soci aventi diritto al voto e in regola con le quote sociali. Nel secondo caso il consiglio direttivo provvederà alla convocazione entro sessanta giorni dalla presentazione della richiesta. L’assemblea generale straordinaria è regolarmente costituita in prima convocazione quando sia presente almeno la metà dei soci aventi diritto al voto. In seconda convocazione è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati. L’assemblea generale straordinaria viene convocata per procedere a variazioni dello Statuto e per deliberare lo scioglimento dell’associazione ai sensi del successivo art. 29. Le sue deliberazioni vanno assunte col voto positivo di almeno i due terzi dei soci presenti aventi diritto al voto.

Art. 18 – I soci presenti all’assemblea sia ordinaria che straordinaria deliberano sulle modalità delle eventuali votazioni, fermo restando il principio del voto singolo di cui all’art. 2532, secondo comma, del Codice civile. In occasione dell’elezione del consiglio direttivo, a parità di voti risulterà eletto il socio con maggiore anzianità associativa continuativa; qualora i soci a parità di voti avessero anche la medesima anzianità associativa continuativa, risulterà eletto il socio con maggiore anzianità anagrafica.

Art. 19 – L’assemblea elegge il proprio presidente e segretario; se avvengono elezioni a voto segreto elegge altresì due scrutatori. Delle assemblee si deve stendere il relativo verbale.
Consiglio direttivo – Collegi dei revisori e dei probiviri
Art. 20 – L’associazione è amministrata da un consiglio direttivo composto da undici membri. Le prestazioni di tutti I dirigenti sono fornite a titolo gratuito e onorifico. Il consiglio direttivo nomina tra i suoi membri: 1) il presidente; 2) il vicepresidente; 3) il segretario; 4) il tesoriere. I consiglieri che, senza valida giustificazione, non partecipano a tre sedute consecutive del consiglio direttivo decadono dalla carica. Il consiglio direttivo rimane in carica per un biennio ed i suoi componenti, allo scadere dei due anni, possono venire rieletti.

Art. 21 – Il consiglio direttivo dirige tutta la vita sportiva e amministrativa dell’associazione ed ha facoltà di affidare a singoli suoi membri o a persone di propria fiducia particolari incarichi inerenti la vita dell’associazione. Compito del consiglio direttivo è quello di prendere tutte le decisioni occorrenti allo svolgimento dell’attività sociale e curare tutte le iniziative che possono essere utili al raggiungimento degli scopi sociali, secondo gli indirizzi dati dall’assemblea attraverso il bilancio preventivo. Per la validità delle riunioni di consiglio è necessaria la presenza di almeno sei consiglieri. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta. In caso di parità di voti il voto del presidente è determinante.

Art. 22 – Il consiglio direttivo si riunisce normalmente una volta al mese ed ogni volta che sia richiesto dalla maggioranza dei componenti del consiglio stesso.

Art. 23 – In caso di dimissioni o di assenza definitiva di uno o più membri del consiglio direttivo esso resta in carica regolarmente, e subentra il primo dei non eletti. Il consiglio direttivo, però, pena la decadenza, deve in ogni caso risultare composto di tutti gli undici membri previsti.

Art. 24 – Il presidente ha la rappresentanza legale dell’associazione, dà esecuzione alle delibere del consiglio direttivo, presiede normalmente il consiglio stesso. In caso di sua assenza, le sue funzioni sono esercitate dal vicepresidente.

Art. 25 – Il segretario coadiuva il presidente nel normale disbrigo delle sue mansioni, compila e conserva i libri dei verbali delle assemblee e del consiglio direttivo, può convocare per delega del presidente il consiglio direttivo.

Art. 26 – Al tesoriere sono devolute mansioni di contabilità, cassa ed economato. In caso di temporaneo impedimento del tesoriere, le funzioni relative sono devolute al segretario.

Art. 27 – Il collegio dei revisori dei conti si compone di tre membri effettivi e due supplenti. Nomina al suo interno un presidente e delibera con la maggioranza dei componenti. Sono compiti del collegio dei revisori dei conti la vigilanza, l’assistenza e il controllo in merito alla regolare tenuta della contabilità e al rispetto da parte del consiglio direttivo degli indirizzi di bilancio dati dall’assemblea. Esso potrà convocare l’assemblea; qualora non vi provveda il presidente dell’associazione. I revisori hanno la facoltà di partecipare alle riunioni del consiglio direttivo ed hanno diritto di voto consultivo quando devono essere trattati argomenti di materia finanziaria, economica o patrimoniale. Il collegio dei revisori dei conti si riunisce ogni sei mesi.

Art. 28 – Il collegio dei probiviri si compone di tre membri effettivi e due supplenti. Nomina tra i suoi membri un presidente e delibera con la maggioranza dei componenti. È compito del collegio dei probiviri esaminare le eventuali divergenze che possono sorgere tra associati e associazione e deliberare in merito, e giudicare in sede di appello sui provvedimenti di sospensione temporanea, espulsione, radiazione dì soci, comminati dal consiglio direttivo.

Art. 29 – collegio dei revisori dei conti e collegio dei probiviri durano in carica due anni. I loro membri possono essere rieletti.
Esercizio finanziario e patrimonio sociale

Art. 30 – Il patrimonio sociale è costituito dal valori e dai beni mobili e immobili che, per acquisti, lasciti o donazioni, venissero in possesso dell’associazione. In caso di scioglimento dell’associazione, il patrimonio sarà devoluto in beneficenza ad altre associazioni remiere o società sportive, su indicazione dell’assemblea, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Art. 31 – Salvo diverse disposizioni di legge, è fatto divieto durante la vita dell’associazione di distribuzione tra i soci, anche in modo indiretto, di utili, avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale.
Disposizioni generali

Art. 32 – Una copia dello statuto e degli eventuali regolamenti interni sarà sempre a disposizione dei soci presso la sede sociale.

Art. 33 – In caso di controversia sull’interpretazione dello statuto tra consiglio direttivo e un socio, sarà valida l’interpretazione del consiglio direttivo. Il socio, tuttavia, potrà appellarsi al collegio dei probiviri, che deciderà inappellabilmente. È fatto espresso divieto di ricorrere per tali controversie all’Autorità giudiziaria, a pena di immediata radiazione. Per tutto quanto non contemplato nel presente statuto, viene fatto riferimento alle disposizioni del Codice Civile.

Art. 34 – L’Associazione Canottieri Giudecca non risponde, in alcun caso, dei danni che potrebbero derivare a persone o cose attinenti all’attività dei soci, sia durante le regate che al di fuori di esse, anche in normale esercizio sportivo. All’atto dell’iscrizione il socio, o se minore colui che ne esercita la patria potestà, firmerà per espressa accettazione della condizione, con riferimento all’articolo 6.

Art. 35 – L’associazione non potrà apportare alcuna modifica al proprio Statuto prima che la Fic abbia espresso la sua esplicita approvazione in merito alle proposte di variazione sottopostale.
(Redatto e approvato il 27 maggio 1981; ultima versione, modificata secondo le disposizioni legislative, registrata presso l’ufficio registro il 28/03/2007; statuto in fase di aggiornamento: ulteriori modifiche non ancora riportate nel documento qui pubblicato, approvate dall’assemblea straordinaria dei soci il 26/02/2012, in attesa di riscontro da parte della FIC e registrazione presso l’ufficio registro).

Regolamento

NORME DI CARATTERE GENERALE

Art. 1 – L’uso delle strutture sociali dell’Associazione Canottieri Giudecca è riservato ai soci in regola con le disposizioni statutarie e con il pagamento delle quote associative e che non siano stati sottoposti a provvedimenti disciplinari. Il socio è tenuto a dimostrare la regolare appartenenza alla società esibendo, a ogni richiesta del personale addetto, la tessera sociale con i timbri sui pagamenti mensili. I soci considerati morosi, trascorsi 6 mesi dal pagamento dell’ultima quota, sono sospesi da qualsiasi attività. All’interno di qualsiasi spazio sociale coperto, è assolutamente vietato fumare. I cani potranno entrare nella sede, ma dovranno essere tenuti al guinzaglio.

Art. 2 – I soci, nell’utilizzo delle imbarcazioni e nella permanenza nei cantieri si dovranno regolare in modo da consentirne la chiusura agli orari stabiliti. A tale fine, il rientro delle imbarcazioni dovrà avvenire, di massima, mezz’ora prima dell’orario di chiusura dei cantieri.

Art. 3 – Per particolari esigenze di allenamento, i soci agonisti potranno utilizzare le strutture sociali e le imbarcazioni anche al di fuori degli usuali orari di apertura, secondo quanto stabilito dalle regole di controllo degli accessi alla società disponibili nell’allegato A al regolamento.

Art. 4 – I soci agonisti si distinguono in (1) AGONISTI CANOTTAGGIO: sono quelli tesserati come tali presso le federazioni olimpiche, o comunque in procinto di esserlo, su indicazione dei responsabili di settore; (2) AGONISTI VOGA VENETA: soci in possesso di regolare certificato medico per attività agonistica specifica (voga veneta) che intendono allenarsi per partecipare alle regate comunali o particolari regate in rappresentanza della società.

Art. 5 – Gli spazi sociali, e in particolare quelli all’aperto, possono essere utilizzati per riunioni, anche conviviali (tipo pranzi o pic-nic), tra i soci. I soci interessati dovranno richiedere l’autorizzazione al direttore di cantiere, il quale darà le necessarie disposizioni per l’apertura e la chiusura della sede, qualora sia previsto che la riunione avvenga al di fuori dei normali orari d’esercizio. Riunioni o manifestazioni di più ampio respiro dovranno essere autorizzate dal consiglio direttivo.

Art. 6 – Le imbarcazioni possono essere normalmente utilizzate per un periodo di 1.5 (1 e mezza) ore; tale utilizzo potrà essere protratto a un massimo di 2 (due) ore compatibilmente con le richieste di altri soci e previa indicazione sul registro delle uscite all’atto del varo dell’imbarcazione. Per utilizzi di maggiore durata, sarà necessario ottenere la preventiva autorizzazione del direttore dei cantiere, di un consigliere o del presidente, che apporranno la loro sigla sul registro delle uscite.

Art. 7 – Fino al compimento del diciottesimo anno d’età, i soci che praticano agonisticamente la voga alla veneta possono allenarsi ospitando senza oneri un compagno di voga, purché vi sia reciprocità di comportamento da parte della società dell’ospite. I soci ordinari che si trovino nelle condizioni previste dall’art. 3 per chi pratica agonosticamente la voga alla veneta possono ospitare compagni di voga secondo le indicazioni contenute nelle regole di controllo degli accessi alla società disponibili nell’allegato A al regolamento. I non soci sono tenuti al pagamento di un contributo spese, secondo quanto stabilito dalle regole di controllo degli accessi alla società disponibili nell’allegato A al regolamento.

Art. 8 – Non è consentito al socio l’uso di paranchi, gru, macchine utensili, etc. In particolare, tutte le manovre di alaggio e varo sono di esclusiva competenza e responsabilità del personale addetto ai cantieri, salvo quanto previsto dal precedente art. 3.

Art. 9 – Il socio è tenuto a mantenere in ogni occasione un contegno dignitoso e a esprimersi con maniere e termini corretti. Deve inoltre concorrere a mantenere la disciplina e l’ordine nei cantieri e negli spogliatoi.

Art. 10 – È fatto obbligo a tutti i soci di indossare la divisa sociale nell’utilizzazione delle imbarcazioni. Canottiere, corpetti, magliette, tute, felpe, pantaloncini, k-way e quant’altro compone la divisa sociale vengono forniti dalla società, con l’eccezione di pantaloni lunghi bianchi o gonne bianche che i vogatori di voga alla veneta possono utilizzare in alcune occasioni. Ove la divisa sociale sia particolarmente in disordine o in condizioni non più accettabili, il direttore di cantiere o un qualsiasi componente del consiglio direttivo potranno invitare il socio a provvedere alla sua sostituzione.

Art. 11 I soci sono tenuti a rifondere eventuali danni provocati per imperizia o incuria alle imbarcazioni e ai materiali, con esclusione delle cause di forza maggiore. Il danno va annotato sul registro delle uscite.

Art. 12 – Le infrazioni al presente regolamento potranno essere punite a termini di statuto, a seconda della loro gravità.

SULL’USO DELLE IMBARCAZIONI

Art. 13 – I nuovi soci hanno l’obbligo di farsi assistere, nelle prime uscite, dall’istruttore di settore o da un socio di provata esperienza, fino a che, a giudizio degli stessi, non siano in grado di uscire autonomamente.

Art. 14 – I soci devono annotare nel registro delle uscite il tipo e il nome dell’imbarcazione, i nomi dei componenti l’equipaggio, compresi gli eventuali ospiti, le ore di uscita e di entrata; se già previsti, anche la destinazione o il tragitto.

Art. 15 – È dovere dei soci verificare, sotto il controllo del personale del cantiere e prima dell’uscita, il materiale affidato e la regolarità dell’armo e delle dotazioni di bordo, segnalando eventuali carenze o danni. Eventuali danni riscontrati, che non siano stati segnalati ai sensi del precedente articolo 12, verranno addebitati all’equipaggio che per ultimo ha usufrutto del materiale.

Art. 16 – Al rientro in cantiere, i soci avranno cura di lavare accuratamente, con acqua dolce e all’esterno del cantiere, l’imbarcazione usata e i remi, asciugandoli e riponendoli al loro posto. Nelle imbarcazioni di vela al terzo, la vela andrà accuratamente ripiegata su boma e picco.

Art. 17 – È vietato variare la dotazione di bordo o modificare la sistemazione dell’imbarcazione. È però possibile, per le imbarcazioni di voga alla veneta, utilizzare remi, forcole, pedane di proprietà privata, purché ciò non rischi di provocare danni. È consentito l’uso delle “penole” per fissare le forcole, mentre è assolutamente vietato inchiodare le pedane.

Art. 18 – Qualora gli equipaggi scendano a terra, sono tenuti ad avere la divisa sociale in ordine e a mantenere un contegno corretto. È assolutamente vietato lasciare l’imbarcazione incustodita o in luoghi inadatti, o ormeggiata senza parabordi.

Art. 19 – Per le barche da canottaggio (regolamentari e fuori scalmo) e per le canoe e i kayak è fatto divieto di percorrere i rii interni della città, fatta eccezione per il Canal Grande e il Rio di San Giobbe (o di Cannaregio).

Art. 20 – Le imbarcazioni propedeutiche o di tipo olimpico, sia di canottaggio che di canoa, sono riservate all’utilizzo delle squadre allievi e agonistiche, su indicazione del consigliere di settore o dell’allenatore. Eventuali utilizzi delle stesse da parte di soci esperti vanno preventivamente autorizzate dal consigliere di settore, sentito l’allenatore.

Art. 21 – Nell’utilizzo di canoe e kayak, i soci allievi devono sempre indossare il giubbetto salvagente. Prima dell’utilizzo delle imbarcazioni, i soci (l’allenatore per gli allievi) dovranno accertarsi che sulle stesse siano sistemati i sacchi di galleggiamento.

SULL’USO DELLE BARCHE APPOGGIO

Art. 22- Le imbarcazioni sociali d’appoggio devono essere utilizzate solo per le necessità delle squadre agonistiche e per le necessità operative dei cantieri.

Art. 23 – La conduzione dei mezzi d’appoggio è riservata a personale addetto ai cantieri, istruttori e allenatori, consiglieri, soci autorizzati dal presidente o dal direttore di cantiere.

Art. 24 – Al momento dell’utilizzazione dei mezzi appoggio i conducenti devono accertarsi che vi sia carburante sufficiente per le operazioni da effettuare. Al rientro, i conducenti devono lasciare carburante sufficiente per almeno mezz’ora di autonomia dell’imbarcazione, provvedendo altrimenti al rabbocco del serbatoio.

RICOVERO IMBARCAZIONI DI PROPRIETA’

Art. 25 – La Società, compatibilmente con lo spazio disponibile, può concedere ai propri soci, su richiesta, il ricovero di imbarcazioni di proprietà, esclusivamente a remi. Sono esclusi i natanti a motore, ancorchè ausiliario.

Art. 26 – La domanda di ricovero, contenente tutti i dati dell’imbarcazione, è sottoposta all’esame del consiglio direttivo.

Art. 27 – Il ricovero negli spazi utilizzabili è a cura della Società. La stessa si riserva il diritto di modificare la collocazione a suo insindacabile giudizio e senza necessità di alcun preavviso. La stessa, altresì, si riserva il diritto di revocare in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, la concessione.
Art. 28 – Il socio concessionario è tenuto al versamento di una quota, secondo gli importi e le scadenze determinati dal consiglio direttivo.

Art. 29 – La Società non si assume alcuna responsabilità per eventuali ammanchi o danni alle barche e al loro corredo.

Art. 30 – Il socio concessionario o la persona da lui delegata per iscritto all’uso dell’imbarcazione sono tenuti ad indossare la divisa sociale e a rispettare tutte le norme correnti della Società.

Art. 31 – La mancata osservanza di una qualsiasi delle clausole del presente regolamento da parte del socio o degli eventuali ospiti potrà comportare l’immediata sospensione della concessione, senza diritto ad alcun rimborso di quote eventualmente già pagate.

Art. 32 – Il direttore di cantiere, su richiesta, può concedere esclusivamente ai soci spazi scoperti per temporanee operazioni di manutenzione ordinaria, da effettuarsi a cura del proprietario, con la sola assistenza del personale per l’alaggio e il varo. Il personale indicherà al socio il periodo più adatto, che comunque non potrà superare i tre giorni utili, e consentirà l’alaggio solo previa esibizione della ricevuta di pagamento della quota prevista dal consiglio direttivo come contributo.

Art. 33 – Il direttore di cantiere può concedere per periodi limitati ospitalità a imbarcazioni da regata, purché almeno la metà degli atleti che le utilizzano siano soci. I non soci sono tenuti al pagamento, a titolo di contributo spese, di una quota pari a quella mensile ordinaria.

ALLEGATO A al Regolamento di Cantiere

Richiamo degli articoli 3, 4, 7 e 33 del regolamento di cantiere

REGOLE DI CONTROLLO DEGLI ACCESSI ALLA SOCIETÀ

ART A.1 – I soci agonisti di cui all’art. 4, al fine di ottenere permessi di cui ai successivi articoli, dovranno farne richiesta ai Consiglieri preposti (Voga Veneta e Resp. Cantiere) compilando l’apposito modulo (chiamato “GENERICO”), disponibile in segreteria. Una volta compilato il modulo va consegnato in segreteria o all’uomo di cantiere, o inserito nella cassetta delle lettere, all’esterno della società. L’acquisizione del permesso specifico richiesto, non è automatica alla consegna del modulo, ma verrà autorizzata in tempi brevissimi dai consiglieri preposti. Inoltre il permesso potrà essere revocato in qualsiasi momento. I nominativi verranno inseriti in una lista pubblica, esposta all’ingresso della società, tranne che per i permessi di tipo HOST di cui all’art. A.5 Tali permessi valgono per le necessità di allenamento di cui fa parte anche la possibilità di “provare” un nuovo compagno, in vista della stagione successiva.

ART A.2.1 – (PRO e PROK) ALLENAMENTO IN ORARIO DIVERSO DA QUELLO DI APERTURA DEL CANTIERE: per chi si trovasse nelle reali impossibilità di allenarsi negli orari previsti di cantiere, vi è la possibilità di richiedere il permesso di uscita fuori orario semplice (PRO) e con le chiavi della Società (PROK) con le modalità previste dall’art. A.1 e dai successivi A.2.2 e A.2.3.

Art A.2.2 – Se la società non sarà in grado di garantire l’apertura straordinaria in tali orari, verrà affidata una copia di chiavi per l’accesso alle strutture al capobarca, che dovrà utilizzarle solo ed esclusivamente per l’attività richiesta, pena la decadenza del permesso di uscita fuori orario.

ART A.2.3 – La richiesta di questo permesso va effettuata per l’intera stagione, ma anche per singole regate che richiedano un periodi di allenamento superiore a 1 settimana.

ART A.2.4 – Nel caso il permesso fosse richiesto e poi non più utilizzato per lunghi periodi i consiglieri preposti verificheranno la reale necessità di continuare ad usufruire del permesso da parte dell’interessato, e se necessario provvederanno a far decadere il permesso. L’ottenimento del permesso di uscita fuori orario non è da considerarsi un privilegio, ma un motivo di ulteriore responsabilità nei confronti della Società stessa.

ART A.2.5 – Per i soci di età inferiore a 18 anni, tale permesso deve essere richiesto solo se veramente necessario dai genitori e sarà possibile acconsentirlo solo se la società riuscirà a garantire l’apertura straordinaria o se il socio minorenne uscirà assieme ad uno maggiorenne (anch’egli socio e anch’egli provvisto di permessi di cui all’art. A.2.1).

ART A.3.1 – (PRO HOST) POSSIBILITA’ DI OSPITARE NON SOCI ESCLUSIVAMENTE PER LA PREPARAZIONE A REGATE: per la voga veneta è possibile ospitare un numero di non soci (in possesso di regolare certificato per l’attività agonistica) pari a metà dell’equipaggio per ogni singola imbarcazione. Tale richiesta dovrà essere presentata secondo le modalità previste dall’art. A.1 da un socio che si farà carico di spiegare le regole anche agli ospiti. Gli ospiti dovranno versare un contributo spese pari alla quota mensile ordinaria per ogni mese (o frazione inferiore) di allenamento presso la nostra sede. Qualora il periodo superasse i 2 mesi è da ritenere necessaria l’iscrizione del/i individuo/i alla società.

ART A.3.2 – Per nessun motivo il non socio potrà frequentare gli spazi sociali in orari non coperti dal personale di cantiere, a meno che non sia accompagnato dai consiglieri preposti o (nel caso estremo) da un socio in possesso del permesso PRO (di cui all’art. A.2.1)

ART A.4.1 – (EXTERNAL) UTILIZZO DI IMBARCAZIONI NON SOCIALI da parte di non soci: durante la stagione agonistica, capita che alcuni tipi di imbarcazioni (prevalentemente comunali) presenti nella nostra sede possa essere provato da non soci. In questo caso il socio responsabile dell’imbarcazione comunale in questione dovrà farne richiesta come previsto dall’art. A.1. Dovrà inoltre informare il non socio sulle regole della società e, che a titolo di contributo spese, dovranno essere pagati alla società 15.00 € per il varo, l’alaggio dell’imbarcazione e l’uso delle strutture (doccie, spogliatoi, quant’altro). Il socio inoltre verrà ritenuto responsabile del comportamento del non socio durante la sua permanenza in società.

ART A.4.2 – Per nessun motivo il non socio potrà frequentare gli spazi sociali in orari non coperti dal personale di cantiere, a meno che non sia accompagnato dai consiglieri preposti o (nel caso estremo) da un socio in possesso del permesso PRO (di cui all’art. A.2.1)

ART A.5.1 – (HOST) OSPITI PER PERIODI INFERIORI ALLE DUE SETTIMANE E PER SINGOLE USCITE: la richiesta va effettuata sempre secondo quanto stabilito dall’art. A.1.

ART A.5.2 – Vista la particolarità delle richieste possibili in questa situazione sarà l’intero Consiglio Direttivo ad istruire l’ospite (e il socio accompagnatore) sulle regole da mantenere.

ART A.6.1 – Nel caso di uscita fuori orario e possesso chiavi, il socio in possesso del permesso PROK di cui all’art a.1 dovrà farsi carico di chiudere a chiave TUTTE le porte, sia quelle di accesso ai capannoni, sia quelle di accesso agli spogliatoi. Per nessun motivo dovranno restare aperte le porte durante l’uscita in barca.

ART A.6.2 – Al rientro i soci di cui all’art precedente, dovranno, dopo aver ripulito le imbarcazioni, preoccuparsi di staccare le cinghie dalla gru (se il rientro avviene in orari non coperti dal personale di cantiere). Prima di uscire dalla società dovranno verificare che tutte le porte e le finestre siano chiuse e che tutte le luci siano spente.

ART A.6.3 – Per quanto riguarda l’utilizzo della gru si raccomanda di seguire alla lettera le istruzioni date, ricordando che nel caso la gru si rompa, viene gravemente danneggiata la società, quindi anche se stessi.

ART A.6.4 – I soci che intendono utilizzare i permessi di uscita fuori orario, dovranno indossare la divisa sociale durante le loro uscite (come peraltro previsto dall’ Art 10 del Regolamento di Cantiere), in quanto la società non è (e non deve dar l’idea di essere) una ditta che affitta imbarcazioni. L’uscita va annotata sul registro delle uscite.

ART A.7.1 – A seconda della gravità, ogni trasgressione alle norme indicate in questo allegato al Regolamento di Cantiere verrà punita dal consiglio direttivo con provvedimenti adeguati a seconda del caso, secondo quanto previsto dal regolamento di Cantiere e dallo Statuto, ovvero dal richiamo verbale alla radiazione dalla società.

ART A.7.2 – I nominativi dei soci che richiedono permessi di tipo PRO, PROK e dei non soci che richiedono il PRO HOST verranno riportati sulla lista affissa in bacheca.